
4) Dalla Bhagavad Gita.
    Riportiamo, a parziale illustrazione dei tre metodi dello yoga
sopra ricordati, alcuni passi opportunamente raggruppati, pur
consapevoli che si tratta di una schematizzazione che non rende
affatto giustizia a un'opera di ampio respiro quale  la Bhagavad
Gita, di cui si consiglia la lettura integrale. Arjuna, l'eroe del
poema epico Mahabharata,  magnanimo e valoroso: per queste sue
doti il dio Krishna lo preferisce e protegge.
 (vedi manuale pagine 264-266)
a) La superiorit dello yogi.

sesto. 46.
Lo yogi  superiore all'asceta penitente (tapasvin), a coloro che
hanno [solo] la conoscenza [delle scritture] e anche a coloro che
compiono i riti [karman]. Perci, o Arjuna, sii uno yogi

sesto. 47.
E di tutti gli yogi Io ritengo il pi armonizzato colui che, pieno
di fede, dimora sempre in Me e mi ama

b) La devozione a Krishna.

nono. 22.
Ma a coloro che mi onorano e che hanno la loro mente a Me rivolta,
che sono sempre fedeli, come da piena sicurezza e immancabile
possesso, Io accresco i loro averi e d loro ci che non hanno

nono. 27.
Qualunque cosa tu faccia, qualunque cosa tu mangi, qualunque cosa
tu offra in sacrificio, qualunque cosa tu dia, qualunque sforzo di
austerit tu compia [...], fallo come avessi un debito con Me

nono. 34.
Fissa la mente in Me, sii il mio devoto, sacrifica rendendomi
onore. Perseguendo lo yoga verrai a Me che sono il tuo rifugio

c) L'amore per Krishna.

undicesimo. 53.
N per i Veda n per l'austerit n per i sacrifici [come gi ti
dissi] posso essere usato in questo aspetto in cui tu poc'anzi mi
hai veduto

undicesimo. 54.
Per mezzo dell'incrollabile amore, o Arjuna, Io posso essere
conosciuto, veduto e contemplato sotto tale aspetto [...]

undicesimo. 55.
Colui che agisce per Me, colui che a Me guarda come mta ultima,
colui che a Me rende onore, affrancato da ogni attaccamento, colui
che  libero da avversione verso tutte le creature mi raggiunge
[...].

d) Le vie per giungere a Krishna.

dodicesimo. 2.
Coloro che, con la mente fissa in Me, sempre devoti e in
meditazione continua, mi onorano sono a Me pi uniti

dodicesimo. 3.
Ma quelli che onorano l'Indistruttibile, l'Indescrivibile,
l'Immanifesto, l'Onnipresente, l'Impensabile, l'Immutabile,
l'Immobile, il Permanente

dodicesimo. 4.
Che controllano tutti i sensi (indriya), equanimi in ogni
condizione, che sono contenti della felicit di tutti gli esseri:
[anch'essi] a Me giungono

dodicesimo. 20.
Ma coloro che a Me sono devoti, pieni di fede, avendo Me quale
scopo supremo e che seguono quest'insegnamento immortale come 
stato esposto, quelli soprattutto mi sono cari

diciottesimo. 65.
Concentra la tua mente in Me, amami e onorami, rendimi sacrificio
e cos tu verrai a Me e Io ti dichiarer la verit [ perch] tu mi
sei caro

diciottesimo. 66.
Metti da parte le tue incombenze, vieni a Me come unico rifugio,
Io ti liberer da tutti i mali, cessa dunque di affliggerti

e) La liberazione dalle azioni.

quarto. 35.
E comprendendo ci [...], non cadrai pi nella confusione e in tal
modo potrai vedere tutti gli esseri, senza alcuna eccezione, nell'
Atman e quindi in Me

quarto. 36.
Quand'anche tu fossi il pi grande di tutti gli immeritevoli,
potrai superare ogni errore traghettandoti sulla zattera della
conoscenza

quarto. 39.
Colui che ha fede [sraddha] ed  animato da proposito [per la
conoscenza-sapienza], che  signore dei suoi sensi, raggiunge la
conoscenza-saggezza e, avendola conseguita, ben presto ottiene la
pace suprema

quarto. 41.
Colui che tramite lo yoga ha rinunciato [ai frutti] delle azioni e
dileguato i dubbi, per mezzo della conoscenza, o Dhananjaya,
l'azione non lo vincola pi

f) Lo yoga e la visione del S supremo.

sesto. 29.
Colui il cui io  stato trasceso dalla pratica yoga, vede il S in
tutte le creature e tutte le creature nel S; cos dappertutto
egli vede l'Unit

sesto. 30.
Per colui che vede Me dappertutto [in quanto coscienza universale
una], e tutto in Me, quegli nessuno pu separarlo da Me n Io mi
separer da lui

g) Lo yoga  il perfetto equilibrio interiore.

secondo. 47.
E' la sola azione quella che ti concerne, mai i suoi frutti; non
dipendere dal frutto del karma e neanche devi attaccarti alla non-
azione

secondo. 48.
 [...] concentrato nello yoga compi l'azione rinunciando ad ogni
attaccamento; sii eguale nel successo e nell'insuccesso: il
perfetto equilibrio interiore [che ne risulta] si chiama yoga

secondo. 49.
Di molto inferiore allo yoga [...],  l'azione [karma];
nell'intelletto, quindi, prendi rifugio. Degni di piet sono
coloro che agiscono per ottenere il frutto

h) Agire e non agire.

quarto. 16.
Che cos' l'agire? Che cosa il non agire? Gli stessi saggi, su
questo punto, sono perplessi. Io ti sveler che cos' l'agire e
ci comprendendo sarai liberato dall'errore

quarto. 20.
Colui che abbandona ogni attaccamento ai frutti dell'azione 
sempre in pace, per cui non ricerca rifugio in nessuna cosa; egli
non produce alcun agire, bench [in effetti] agisca

V. 10.
Colui che, trasceso l'attaccamento, agisce dedicando la sua opera
a Brhman, quegli resta mondo dall'errore, come una foglia di loto
in mezzo all'acqua

V. 11.
Per la purificazione dell' ego, gli yogi [coloro che seguono il
karma-yoga] compiono le loro azioni con il corpo, la mente,
l'intelletto superiore o anche solo con i sensi, rinunciando
all'attaccamento

i) I frutti diversi dell'azione.

diciottesimo. 12.
Il frutto dell'azione  triplice: gradevole, sgradevole e misto ed
 riscosso da coloro che - una volta lasciato il corpo - non hanno
realizzato l'abbandono [atyagina] ; invece non ce n' di alcun
genere [di frutto] per coloro che hanno compiuto il distacco

diciottesimo. 23.
L'azione conforme alla norma, libera da ogni attaccamento, che 
compiuta senza desiderio od ostilit da un individuo che non cerca
il frutto,  detta sattvica [pura]

diciottesimo. 24.
Ma l'azione compiuta, con molti sforzi e pena, da un individuo
egocentrico e pieno di desideri,  detta rajasica [impura]

diciottesimo. 47.
Migliore  il proprio dovere [inerente alla propria natura], per
quanto imperfetto, che il dovere di un altro ben praticato. Colui
che compie il dovere inerente alla sua propria natura non commette
errore

diciottesimo. 57.
Abbandonando mentalmente le tue azioni, praticando il buddhi-yoga,
abbi il tuo pensiero sempre rivolto a Me.
 (Bhagavad Gita, Il Canto del Beato, Ed. Asram Vidya, Roma, 1974)

